San Francesco e gli Ordini Mendicanti: rinnovamento urbano e artistico

Secondo incontro della Rassegna San Francesco oltre il suo tempo.

L’epoca di San Francesco esigeva un uomo che ne vivesse tutta l’intensità drammatica, che ne incarnasse le sofferenze, le aspettative, le gioie per renderle consapevoli, esplicite, chiare a tutti.
San Francesco ha risposto nella maniera più piena e completa alle aspettative della società.
Ha soddisfatto le esigenze che urgevano le coscienze.
È tanto più significativo che un giovane, Francesco, di una città italiana, Assisi, da mercante, pur ricco qual era, abbia osato aspirare a essere cortese e cavaliere. In secondo luogo abbia avuto il coraggio o l’ardire di infrangere un altro dei limiti sociali del suo tempo. Egli, un laico, si diede a vita di penitenza e, senza essere prete, volle essere tra coloro che pregavano, sconvolgendo, senza nessun proposito rivoluzionario, ma col solo fatto della sua azione, un altro dei pilastri delle società in cui viveva, quello della rigorosa distinzione degli ordines.
La sua importanza più grande sarà quella di aver infranto tutte queste barriere di vita sociale, per puntare a una meta molto più alta, recuperare, attraverso il ritorno immediato all’esempio evangelico di Gesù Cristo, il senso più profondo, vivo e partecipato dell’esistenza umana.

Tutto ciò fu il risultato di una evoluzione che ebbe come punto di partenza un luogo concreto, Assisi, nella realtà dei suoi problemi.

“San Francesco d’Assisi” – Editio maior – Raul Manselli


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