Ossuccio, il tempo, la memoria, <br />il gusto del bello

Ossuccio, il tempo, la memoria,
il gusto del bello

Ossuccio: il tempo, la memoria, il gusto del bello”, per recuperare, attraverso l’emozione dell’immagine, il significato di paese, di storia della comunità e personale. Il ricordo non solamente come sensazione piacevole e fugace, ma strumento per fare emergere, nel dinamismo del cambiamento, l’essenziale che dà significato alla nostra vita.
Quello che vediamo: persona, luogo, festa, lavoro, non ci lascia indifferenti. Il variare l’ambiente intorno a noi – cambiamenti di cui spesso siamo attori o spettatori, anche se non sempre consapevoli – porta a mutare la nostra maniera di essere, di proporci, di comunicare, cambia il significato di comunità, cambia l’essenza di paese.
Ecco perché questa esposizione non vuole essere solamente una rievocazione nostalgica di ciò che è stato, ma molto di più.
Vuole essere emozione e stimolo.
Attraverso il ricordo proporre la riflessione su ciò che vogliamo cambiare, perché e come.
Riflessione e recupero di valori che rischiamo di lasciarci sfuggire solo per accontentare facili esigenze individualistiche.
Il recupero del significato dei sacrifici delle nostre madri e dei nostri padri, la capacità di essere riconoscenti, ma soprattutto con questo ritrovare la serenità e la gioia dell’essenziale. La memoria e l’immagine testimoniano un modo di essere e di dire grazie.


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